
Per rifiuti speciali si intendono i rifiuti derivati da attività aziendali e produttive, per esempio gli scarti di lavorazione industriale, edile, artigianale, agricola o agro-industriale.
I rifiuti speciali vanno distinti dai rifiuti domestici, che sono prodotti dalle abitazioni dei privati e che sono normalmente portati nelle discariche comunali.
Secondo il Ministero della Transizione Ecologica, tra i rifiuti speciali rientrano quelli del seguente elenco:
I rifiuti speciali sono dunque tutti quelli non compresi nella classificazione dei rifiuti domestici. Mentre i rifiuti urbani (o quelli assimilati agli urbani) sono generalmente gestiti dai comuni di appartenenza, il corretto smaltimento dei rifiuti industriali è carico delle aziende, che possono delegare ditte preposte al recupero e allo smaltimento dei rifiuti speciali, in modo da garantire un programma operativo a norma di regolamento nel loro trattamento, con zero problemi sul piano burocratico.
Tutti i rifiuti sono classificati per mezzo di codici secondo l’Elenco Europeo dei Rifiuti. Quelli considerati come “rifiuti speciali pericolosi” sono differenziati dall’asterisco *.

I rifiuti speciali pericolosi contengono un’elevata quantità di sostanze inquinanti pericolose per l’ambiente, come prodotti nocivi, sostanze infette o tossiche, scarti corrosivi. La loro corretta gestione presuppone una profonda conoscenza delle normative ambientali vigenti, e impone una serie di precisi impegni da parte del produttore di determinati rifiuti per il loro corretto smaltimento.
I rifiuti speciali pericolosi sono prodotti che derivano per lo più da realtà industriali e sanitarie, come per esempio:
I rifiuti speciali pericolosi necessitano per legge di uno speciale trattamento, che mira a ridurne la pericolosità e favorirne il recupero.

I rifiuti speciali non pericolosi sono tutti quei rifiuti provenienti da attività aziendali e commerciali che non contengono sostanze inquinanti.
Nell’ambito dei rifiuti speciali assimilabili agli urbani, il 1 gennaio 2021 è entrato in vigore il Dlgs 116/2020, che ha introdotto una nuova definizione di rifiuti urbani: tra questi rientrano “i rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti [da quelle domestiche] che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici“.
Per “altre fonti” si intendono tutte quelle attività che non rientrano nella definizione di attività produttive industriali, come per esempio attività di vendita al dettaglio, amministrazione, istruzione, servizi di alimentazione.
Zanetti Arturo offre un servizio completo per la raccolta, il ritiro con mezzi propri (anche con abilitazioni speciali ADR), lo stoccaggio, lo smaltimento, il trattamento e il recupero dei rifiuti industriali, operando a Bergamo, Brescia, Milano e in tutta la Lombardia.
Il servizio di gestione dei rifiuti da noi offerto è completo e va dalla consulenza iniziale, passando per la gestione delle procedure burocratiche secondo tutte le linee guida, fino ad arrivare al ritiro e allo smaltimento dei rifiuti speciali vero e proprio. È rivolto a favore di aziende, industrie, imprese, realtà agricole e attività produttive in genere.